Un territorio unico ed incantevole.



Al confine meridionale dell’Umbria con la Tuscia viterbese Giove (292 metri s.l.m.), arroccato tra verdi colli di lecci e querce che da Amelia dolcemente scivolano verso la valle Teverina, si affaccia dal suo terrazzo naturale di origine alluvionale sulla vallata del fiume Tevere, dominandola. Il borgo stringe con un sol sguardo la piana che da Orte va ad Orvieto lasciando sullo sfondo la cornice dei Monti Cimini e degli altri rilievi laziali. I Colli Amerini costituiscono un territorio ricco di arte, storia, cultura, intimamente legato alla natura, all’attaccamento per la propria terra, dove l’agricoltura ricopre ancora un ruolo peculiare nell’economia del luogo. Il paesaggio è caratterizzato dalla presenza di vigneti, oliveti frutteti, coltivazioni ancora praticate sulla base di antichi saperi, nel pieno rispetto delle conoscenze e dei metodi di lavorazione utilizzati dai nostri avi. Caratteristiche queste che rendono Giove apprezzato fin dall’antichità dai viaggiatori e visitatori come si legge in questa cronaca del 1790, che lo riporta come una “terra doviziosa di beni di natura per la salubrità dell’aria, per la molteplicità di buone strade, che vi sono nella circonvicina campagna, per la fertilità del suo territorio, per la svegliatezza di mente dei suoi abitanti, e finalmente per l’amenità del suo sito circondato in buona lontananza a tramontana dalle montagne”. Le nostre vigne poste ad est del paese si inseriscono in un contesto del tutto particolare, dove all’influenza climatica della valle fluviale si combina quella ancor più rilevante dei lontani rilievi appenninici, garantendo alle terre di Sandonna un microclima sensibilmente fresco e ventilato e dalla maggiore escursione diurna rispetto al territorio circostante, che lo rende particolarmente adatto alla produzione vitivinicola come testimoniano i numerosi ritrovamenti di reperti risalenti all’epoca romana (anfore, palmenti).

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